? Tra…boni e cattivi | Pagina 2

Nelle mani degli adulti

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL MIO EDITORIALE PUBBLICATO SUL NUMERO DI NOVEMBRE DI “ANAGNI-ALATRI UNO”, MENSILE DELLA DIOCESI DI ANAGNI-ALATRI:

Quella che unisce gli adulti ai giovani, e viceversa, non è solo questione di sangue o anagrafica; in gioco – e non sono paroloni o frasi fatte – c’è infatti il futuro dell’umanità, c’è tutto un mondo da ri-costruire, da prendere per mano e in mano, da consegnare alle nuove generazioni. Ecco perché accogliamo con particolare favore la decisione del vescovo Lorenzo di aprire il nuovo anno pastorale rivolgendosi proprio agli adulti, in maniera schietta e diretta, perché accompagnino i giovani.

La “Lettera agli adulti” scritta dal vescovo è stata già distribuita in tutte le parrocchie e la trovate pubblicata integralmente anche in questo numero del mensile diocesano, a partire dalla seconda pagina. Ma alcune cose vanno ulteriormente sottolineate, ad iniziare dall’invito del presule a non perdere tempo rispetto alle istanze, al grido che arriva da quei giovani che <hanno bisogno di sentirsi dire, da ciascuno di noi, una semplice ma fondamentale parola: “Tu mi interessi”>.

Ascoltare e accompagnare: questo viene richiesto agli adulti, in famiglia come a scuola e in parrocchia. Certo, nessuno nasconde le difficoltà che un percorso del genere prevede e nasconde. E che comunque si possono “stanare” con la forza della preghiera e con altri suggerimenti che il vescovo Loppa fornisce nella “Lettera agli adulti”. Ne rimarchiamo uno, diretto e indispensabile, che chiama in causa ogni genitore, ogni insegnante, ogni educatore, ogni parroco e religioso: <Ci dobbiamo impegnare a proporci con una faccia diversa, più positiva, più gioiosa, più affabile e più accogliente>. Il tempo dei musi lunghi, del rinchiudersi in gusci niente affatto protettivi, è pure quello tempo inutilmente e banalmente sprecato. E non ce lo possiamo permettere, come uomini e prima ancora come cristiani.

Onde su orde

Nel mare dei pensieri,

(dove nuoto meno uomo di ieri),

mi scopro cullato dalle onde

di gente di dolcezza e misericordia.

E a voi… a voi lascio le orde

di barbari esseri frutto della discordia.

(dalla raccolta “Rime, pagliaccio!”)