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ORA (E’ SOLO ADESSO)

Ora che la malinconia avvolge

anche i piedi stanchi

e intanto arranchi

con il cuore a tracolla

Ora dovresti bussare alle porte chiuse,

agli alberi spogli,

ai desideri infranti,

ai suoni di mille silenzi

Ora potresti

cercare l’introvabile

E i sogni svaniti,

e i capelli radi nei pensieri fitti,

e i caffè bruciati senza fiamma

Ma ora è solo adesso

(ché adesso è già tardi)

Per riprendere viaggi senza benzina

e corse con poco fiato, calciare

palloni sgonfi  e segnare in porte vuote,

pregare miracoli di terra

e biascicare preghiere di cielo.

Ora, che è solo adesso,

ricominciare ad amare

Nell’amaro di una vita fa.

(maggio 2022)

NELLA METRO DI KIEV

Laggiù nella metropolitana

li immagino, un po’ li vedo:

i grandi col cuore all’insù,

i bambini con il naso all’insù:

i primi cercano i perché, i colpevoli

(forse anche le vendette).

I piccoli un gioco nuovo

che non sia la guerra.

   febbraio 2022

(foto da Tgcom)

ALLA BANCHINA (della vita)

Canzoni appena sfiorate dai suoni:

non ho più parole per scrivere ritornelli

e a perdifiato è rimasta

solo la tristezza.

Vorrei, ma non posso, urlare:

e grida e risa di bambini

vestono di stracci

troppi carnevali sbagliati.

Il viaggio è quello che manca:

alla banchina della vita

attracco le spine del cuore

e vele strappate dai silenzi.

Già penso alla prossima malinconia.

QUELLA RAGAZZA

Neppure mi guardi, eppure

fai poesia. Basterebbero

gli occhi tuoi per riempire

di parole d’amore, questo amore che

non è stato. Fossi un poeta della vita

tornerei indietro di 30 anni, per scrivere

di te, e parole d’amore all’amore

che mi torna.

(novembre 2021)

I NOSTRI GIORNI NEI GIORNI NOSTRI

Qui non si vede più il cielo

dei giorni nostri,

attese vane a vaneggiare estati

di amori sconfinati,

e il poco diventava tanto

a temperare matite dai colori

uno diverso dall’altro, e dalla vita.

Ragazzi perduti nei desideri

ad alitare forte

quel fiato della speranza debole,

aggrappati alla fortezza

di vita che cercava la roccia.

Sogni di cassetti tenuti aperti,

nell’aperto di un prato a farsi

rincorrere, bendati nel buio,

dalle lucciole di ansimi intermittenti.

E latrati di cani lontani,

che poi stare vicini

non era mai abbastanza.

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Ora, stracarichi di rughe e vettovaglie,

ecco l’eco dei nostri giorni

intabarrati dai ricordi,

sfumati nel fumo di tante stagioni fa.

(Luglio 2021)

ACQUA CHETA

E quando il silenzio non basta

neppure più al tuo

(di silenzio che dà rumore)

è il tempo forse

di rimettersi a tacere

Chi t’ha usato le parole,

vertigini d’amori illusi,

ha setacciato anima e cuore,

prima di un addio

(e ogni addio sa di vertigine d’illuso amore)

Chi t’ha ammansito le strade,

meandri d’affetti cercati,

ha spiluccato briciole e lauti pranzi,

prima dell’arsura.

E ogni sete

cerca la fonte dell’acqua cheta.