Auguri agli uomini “nuovi”

E se in questo 2020 riuscissimo ad abbandonare tutto
il vecchio che c’è dentro di noi?
Serve quel “coraggio della fede” tipico dei giovani
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Un anno nuovo o un nuovo anno? Non è solo un
gioco di parole, perché è del “nuovo” che abbiamo
davvero bisogno, a cominciare da noi stessi:
“Vi siete spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete
rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena
conoscenza, ad immagine del suo Creatore”.
Gli auguri per questo 2020 proviamo a farveli (e a farceli)
proprio così. Oppure, passando dalla Lettera ai
Colossesi a quella agli Efesini, con queste altre parole:
“Dovete deporre l’uomo vecchio con la condotta di
prima, l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici.
Dovete rinnovarvi nello spirito della
vostra mente e rivestire l’uomo nuovo”.
Immaginiamo la reazione del lettore: troppo difficile.
In effetti, è proprio così: abbandonare l’uomo
vecchio… ma chi ce lo fa fare? Stiamo così bene nei
nostri egoismi, al calduccio delle nostre case senza
curarci di quello che succede al di là del pianerottolo;
perfino nelle parrocchie è più comodo far ragionare
tutti come ragiono io, e se la pensano diversamente –
parroco compreso – ma chi se ne importa… Ecco,
questo è l’uomo vecchio che (s)ragiona così. E
abbandonarlo significa mettere da parte
autoreferenzialità e personalismi, come ha invitato a
fare il vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa nel corso della recente veglia dei giovani a Fiuggi .
Ma davvero è così difficile abbandonare uomo vecchio,
egoismi e falsità? Forse manca solo un po’ di
coraggio, quel <coraggio della fede> che papa
Francesco ha indicato ai giovani durante un incontro
nella Cattedrale di Yangon, in Myanmar. E che magari
non solo ai giovani potrebbe restituire entusiasmo.
E allora: buon anno nuovo, buon nuovo anno.

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